10 Cose da vedere a Chichen Itza

Chichen Itza è la più famosa di tutte le grandi città Maya, un po’ ironico perché le sue strutture più famose non hanno una tipica architettura Maya classica, ma mostrano forti influenze di altre civiltà del Messico centrale. È anche la più sviluppata delle molte rovine Maya e può diventare affollata, ma la combinazione di monumenti in scala di concessione e il misterioso calcolo astronomico preciso negli edifici rendono Chichen Itza davvero sorprendente.

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10. Casa Colorada

La Casa Colorada (in spagnolo «Casa Rossa»), è uno degli edifici meglio conservati di Chichen Itza. In un’unica camera ci sono ampi geroglifici scolpiti che citano i sovrani di Chichen Itza e forse della vicina città di Ek Balam, e contengono una data maya inscritta che corrisponde all’869 d.C., una delle date più antiche che si trovano in tutta Chichen Itza.La Casa Colorada potrebbe essere stata una residenza d’elite.

9. Tempio dell’Uomo Barbuto

Il Tempio dell’Uomo Barbuto o Tempio Nord è un piccolo edificio in muratura con dettagliate incisioni a bassorilievo sulle pareti interne, tra cui una figura centrale che ha un intaglio sotto il mento che ricorda i peli del viso. All’estremità sud c’è un altro tempio molto più grande, ma in rovina.

8.La Iglesia

Chiamata dagli spagnoli la Iglesia (la Chiesa), probabilmente perché si trovava proprio accanto al monastero delle monache, questo tempio è uno degli edifici più antichi di Chichén Itzá. Tra la folla di Chacs ci sono anche un armadillo, un granchio, una lumaca e una tartaruga. Questi rappresentano gli dei Maya, chiamati bacah, il cui compito era quello di reggere il cielo.

7. Tomba del Sommo Sacerdote

La Tomba del Sommo Sacerdote o Tempio di Osario è un tempio a piramide a gradini con scale su ogni lato.Il tempio sorge in cima a una grotta di pietra calcarea naturale in cui sono stati trovati scheletri e offerte, dando così il nome al tempio. Gli archeologi oggi credono che la struttura non fosse né una tomba né che i personaggi sepolti in essa fossero sacerdoti.

6.Sacro Cenote

Il Sacro Cenote è una dolina che è collegata a Chichen Itza da un sentiero sopraelevato. Questo grande pozzo naturale potrebbe aver dato il nome a Chichén Itzá («Pozzo degli Itzáes»). C’è una seconda grotta carsica nel centro di Chichén Itzá che è stata usata come fonte d’acqua per gli abitanti di Chichén Itzá. L’uso del Sacro Cenote era esclusivamente cerimoniale. Nel corso degli anni, l’acqua torbida ha prodotto molti manufatti tra cui oro, giada, rame, turchese, ossidiana, copale o incenso, ceramica, gomma, conchiglie e le ossa di circa 200 persone che sono state gettate in sacrificio.

5.Tempio dei Teschi

Accanto al Grande Campo da Ballo si trova il Tzompantli (Tempio dei Teschi), uno dei templi più raccapriccianti di Chichen. Si tratta di una piattaforma bassa coperta su tutti i lati da file di teschi intagliati.piattaforme simili si trovano nel Messico centrale, soprattutto a Tenochtitlan.le teste delle vittime sacrificali sono state esposte qui, insieme a quelle dei giocatori che hanno perso la partita (vedi sotto).

4.Campo da ballo principale

Chichen Itza contiene non meno di 8 campi da palla, ma il campo da ballo principale è di gran lunga il più impressionante.’, ‘Con i suoi 166 metri per 68 (545 x 223 piedi), è il più grande campo da pallavolo del Mesoamerica; fu dedicato nell’864 d.C. ed è radicalmente diverso da qualsiasi altro campo da pallavolo Maya, che è più piccolo e ha campi laterali inclinati. Le due pareti verticali del Main Ball Court sono alte 12 metri (39 piedi) con anelli intagliati con serpenti intrecciati al centro di ogni parete. Un pannello mostra un giocatore senza testa inginocchiato con il sangue sparato dal collo, mentre un altro giocatore tiene la testa.

3.El Caracol

El Caracol o Osservatorio è un edificio rotondo su una grande piattaforma quadrata risalente al 906 circa d.C. Probabilmente era un antico osservatorio Maya con porte e finestre allineate agli eventi astronomici, in particolare intorno al percorso di Venere. Il nome spagnolo, che significa «lumaca», si riferisce alla scala a chiocciola in pietra all’interno.

2.Tempio dei Guerrieri

Il Tempio dei Guerrieri è una grande piramide a gradoni che prende il nome dalle circostanti colonne scolpite raffiguranti guerrieri. Questo tempio è simile al tempio B del capoluogo tolteco di Tula, e indica una qualche forma di contatto culturale tra le due regioni. Quello di Chichen Itza, invece, è molto più grande. In cima alla scalinata sulla sommità del tempio si trova Chac Mool, una statua raffigurante una figura reclinata che si sostiene sui gomiti con una ciotola o un disco sullo stomaco.

Lungo la parete sud del Tempio dei Guerrieri si trovano una serie di colonne esposte che, quando Chichen Itza era abitato, avrebbero sostenuto un esteso sistema di copertura. Le colonne sono in tre sezioni distinte: un gruppo ad ovest, che estende le linee del fronte del Tempio dei Guerrieri; un gruppo a nord, che corre lungo la parete sud del Tempio dei Guerrieri e contiene colonne con incisioni di soldati in bassorilievo; e un gruppo a nord-est, che apparentemente formava un piccolo tempio nell’angolo sud-est del Tempio dei Guerrieri.

1.Tempio di Kukulkan

Al centro di una corte aperta si trova il Tempio di Kukulkan, detto anche El Castillo (il castello in spagnolo). Dedicato al dio serpente piumato Quetzalcoatl, è il simbolo più famoso di Chichén Itzá.Nell’equinozio di primavera e di autunno, al sorgere e al tramonto del sole, l’angolo della piramide proietta un’ombra a forma di serpente, che rappresenta il dio Quetzalcoatl.Mentre il sole si muove, il serpente scende lentamente nella terra.

Il tempio contiene molti riferimenti all’importante calendario Maya. Ognuno dei quattro lati di El Castillo ha 91 gradini che, sommati insieme e includendo la piattaforma del tempio, equivalgono ai 365 giorni dell’anno solare.Ognuna delle nove terrazze è divisa in due, il che ne fa 18, che simboleggiano il numero di mesi del calendario maya.Le terrazze contengono un totale di 52 pannelli, che si riferiscono al ciclo di 52 anni in cui convergono sia il calendario solare che quello religioso.

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